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Storie

lunedì 7 agosto 2017

Accumoli: Sandra e Tonino sfidano la legge di Murphy

Accumoli: Sandra e Tonino sfidano la legge di Murphy

Il nostro contatto era Antonio Valentini. Ci doveva parlare della sua azienda di Illica, frazione di Accumoli. Ma al telefono ci chiede di parlare con Sandra. Niente cognome: “Chiamate Sandra”.

Capiamo ben presto il motivo.

Sandra risponde. Voce calma che infonde serenità. E iniziamo a parlare della storia della sua “Cooperativa Rinascita78”.

“Siamo nati nel '78 – inizia a raccontare – in un momento storico particolare, nel grande movimento del recupero delle terre incolte da parte dei giovani, processo agevolato anche dalle leggi regionali. Ci piaceva l’idea di una “comune”, sia per proseguire il lavoro dei nostri genitori sia per superarlo, innovarlo. All’inizio eravamo 10 persone, per la maggior parte del luogo, provenienti da aziende agricole tradizionali. Io mi sono inserita in questo gruppo. Venivo da Roma, ero all’ultimo anno di lettere ma non ho mai consegnato la tesi. Mi sono fatta travolgere ...”

“Siamo partiti con pochi animali, continua Sandra, poi abbiamo acquistato la terre abbandonate e iniziato le attività partendo dal biologico e successivamente investendo nell’innovazione per incrementare professionalità e produzione”.

Non si chiede l’età delle signore ma Sandra Piccioni con tranquillità ci dice che ha 60 anni, come il marito.

Ma che significa “travolgere?”

Allora le chiediamo di lei, di Antonio, di Accumoli, dei suoi compagni di lavoro, dell’attività quotidiana, dei suoi animali. Che sono tantissimi, circa 1000 capi tra ovini, bovini e suini, destinati sia alla produzione di carne che di latte.

“Ma abbiamo anche 20 cani, 8 gatti…”, aggiunge ridendo.

I cani maremmani per Sandra e Tonino (come lo chiama lei) sono preziosi collaboratori nel lavoro quotidiano. “Il mondo animale – spiega – capisce quando l’uomo si ritira dai territori. Quest’anno sono notevolmente aumentati gli animali selvatici, tra cui proprio i lupi”.  

Ma Sandra accoglie anche molti animali abbandonati, soprattutto in questo periodo.

E il terremoto? Quasi ci stavamo dimenticando, tale è il tono gentile e rassicurante di Sandra.

Impercettibilmente il tono della sua voce cambia.

“Il terremoto ci ha distrutto tutto”. L’abitazione, il Palazzo del Cardinale del ‘500 dove c’era l’agriturismo, il punto vendita, la macelleria, il laboratorio.

E come se non bastasse, con la scossa del 18 gennaio sono andati giù anche il fienile e le stalle.

“È stato un colpo durissimo, forse ancora più grave, perché non sapevamo più dove riparare i nostri animali”.

“E’ la legge di Murphy – dice ridendo Sandra. Quando qualcosa può andar male…”

La Regione ha provveduto con dei ricoveri, sebbene la nuova emergenza non abbia permesso di soddisfare le necessità di tutti gli animali della cooperativa.

“L’unica fortuna è stato il caseificio, che è agibile e ci garantisce un minimo di reddito. E ancora oggi rappresenta l’unica attività, ma certo è tutto molto complicato”.

Solitudine? “La montagna, spiega Sandra, non ha mai goduto di simpatia, è marginale; non è come al nord dove la gente va a trascorrere le vacanze. Anche prima del terremoto venivano in pochi e lo facevano per noi, perché conoscevano i nostri prodotti”.

Si avverte solo ora un pizzico di dolore. Almeno per un attimo.

“Sandra – le chiediamo indiscreti – facciamo un salto indietro: perché hai detto che sei stata travolta?”

“Eh, è successo che ho conosciuto Tonino, mi sono innamorata, e stando in montagna mi sono innamorata anche del territorio. Mi è sembrata una bella storia da portare avanti”.

Anche per noi, Sandra, anche per noi.