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Storie

giovedì 15 giugno 2017

Aria inquinata? Laviamola con l’acqua

Aria inquinata? Laviamola con l’acqua

IS CLEAN AIR, azienda partecipata in venture capital dalla Regione Lazio attraverso Lazio Innova, ha sviluppato una tecnologia rivoluzionaria, italiana al 100%, per abbattere l’inquinamento

7 anni di studi, 5 linee di ricerca, 12 brevetti registrati e una filosofia d’impresa che unisce hi-tech, etica ed estetica. Questa è IS CLEAN AIR, e così ce la racconta il CEO Giuseppe Spanto: «Multidisciplinarietà di soluzioni e servizi, con le persone al centro. Dialogo con il territorio poiché quel che facciamo lo dobbiamo fare anche per far acquisire consapevolezza. Bellezza, latu sensu, cioè ricerca di armonia, organicità, tutela ambientale e rispetto delle persone, sposando i concetti di universal design reinterpretato, applicando principi e metodologie per realizzare soluzioni di cross innovation, trasversali e multiservizio».

Aria pulita senza additivi né scarti Un programma realizzato con la rivoluzionaria tecnologia APA: «un assorbitore di inquinamento, una sorta di spugna che elimina le sostanze nocive in semplice acqua. In pratica - spiega Spanto -  lava l’aria, come la pioggia, con una specie di centrifuga e di nebulizzazione, reimmettendo nell’ambiente aria pulita». Senza additivi chimici e senza filtri da smaltire come rifiuti speciali.
«Una tecnologia italiana al 100% che abbatte l'inquinamento e monitora dati e parametri ambientali, grazie a specifiche soluzioni integrate di tipo Internet of Things. A oggi è l’unica tecnologia al mondo che opera con alta efficacia a livello suolo, dove tutti noi respiriamo, su un ampio spettro di inquinanti nocivi».
 
Bassi consumi Il tutto a bassissimo consumo energetico: un sistema APA con 25 - 30 metri di raggio di azione, consuma meno di un ferro da stiro e si integra facilmente con gli oggetti presenti nelle aree cittadine. APA è multiforma e in molti casi migliora il design degli oggetti a seconda delle esigenze, senza aggiungere elementi che creino problemi di struttura urbanistica o di sicurezza.
 
Salute, tecnologia e businness Una volta creato il prodotto, è nata IS CLEANAIR come “società di scopo”. «È stata creata per sviluppare l’iniziativa di business, senza dimenticare la valenza sociale e d’innovazione della tecnologia. Dopo oltre 5 anni di test, sperimentazioni, progetti e primi clienti in campo, è stato rafforzato il capitale e intrapreso il percorso di crescita, puntando alla dimensione globale».
IS CLEAN AIR è una società particolare, che vanta 8 risorse molto qualificate e servizi esterni, che si stanno internalizzando. «Siamo una startup dal punto di vista giuridico, anche se è più appropriato definirci scale-up poiché i nostri numeri, il livello di seniority delle persone, il management e il progetto industriale ci rendono atipici e ci portano a essere più come un’azienda di visione e azione globale, che una piccolissima impresa italiana».
 
Università e Regione Lazio Il progetto è stato sviluppato dalla ISTECH, società controllante di IS CLEANAIR. «Come spesso accade, racconta Spanto, l’idea è nata lavorando su altre cose».  
Messa a punto tra il 2004 ed il 2006, APA è stata sviluppata con studi e analisi nel quinquennio successivo e poi prototipata, testata e sperimentata con la collaborazione del Dipartimento Elettronica, Informatica e Telecomunicazioni dell’Università di Pisa, del Dipartimento di Scienze Fisiche e Chimiche e del CETEMPS dell’Università dell’Aquila. 
E nel processo di crescita dell'impresa si è inserito l’intervento nel capitale di rischio da parte della Regione Lazio attraverso l’esperienza di collaborazione con Lazio Innova, «intrapresa da poco e decisamente positiva. Troviamo soddisfazione per le potenzialità che intravediamo e il valore aggiunto che può apportare al nostro lavoro quotidiano». 
 
Le prime applicazioni Un centinaio. I traguardi raggiunti da IS CLEANAIR sono già notevoli: «Abbiamo realizzato, tra progetti e installazioni singole, un centinaio di applicazioni. Per noi, sono numeri rilevanti. Si tratta di ambiti industriali e di lavoro (inceneritori, biodigestori, centri di raccolta lavorazioni vetroresina, meccanica, ceramica, impianti di generazione d’energia elettrica da biomassa) e di aree urbane. Nella città di L’Aquila vi è una rete ampia di sistemi, che purificano l’aria».
 
 
I programmi futuri IS CLEAN AIR è ambiziosa: la sua attività procede su tre direttrici.     
Quanto a produzione e commercializzazione, otre a consolidare i processi di roll-out sul mercato italiano, l’azienda sta organizzando i piani d’industrializzazione secondo un programma modulare, flessibile e scalabile, per ampliare collaborazioni, partenariati industriali e business parnership, in particolare per lo sviluppo internazionale, previsto nel medio termine. 
Sul piano di Ricerca&Sviluppo, «stiamo seguendo - spiega Spanto - una precisa strategia di proprietà intellettuale. Joint Venture, di licencing, di know-how e technology transfer. Abbiamo avviato collaborazioni con l’Università della Tuscia e il CNR, progetti con l’Università di Trento e Unilink di Roma e, in futuro, pensiamo di collaborare anche con organismi e centri di ricerca esteri, in Germania, Cina e USA».
Infine «Vogliamo continuare a essere un importante attore e propositore. Partecipiamo ai gruppi di lavoro degli Stati Generali della Green Economy; facciamo parte della Global partnership “Connect for Climate” della Banca Mondiale e abbiamo partecipato in termini promozionali e divulgativi al Summit G7 di Taormina ed al G7 Ambiente di Bologna, con installazioni, interventi e testimonianze. E siamo tra i fondatori di un osservatorio “Smart City”».
 
Tutto per “costruire” davvero un futuro migliore.