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Storie

lunedì 4 settembre 2017

Assunta e la Casa delle Donne di Amatrice

Assunta e la Casa delle Donne di Amatrice

Questa storia non nasce precisamente ad Amatrice ma è profondamente collegata alla città e al sisma.

Assunta vive a Campotosto, a circa 15 chilometri da Amatrice, in territorio abruzzese.

In quest’area i terremoti si conoscono bene, a partire da quello devastante dell’Aquila nel 2009.

A dare il colpo di grazia alla cittadina non è stato il sisma dell’agosto 2016, ma quello del gennaio 2017.

Neve e scosse. Gelo e buio. Cielo e terra. Campotosto ne uscirà semidistrutto.

Ad Assunta il terremoto porta via quasi interamente la casa. “Grazie ai Vigili del fuoco”, ci dirà, “ho salvato i miei telai e gli strumenti con cui lavoravo”.

Raggiungiamo Assunta un venerdì pomeriggio di fine estate. Come sempre ci muoviamo in punta di piedi quando si tratta di intervistare persone che hanno avuto esperienze così drammatiche.

Invece, ancora una volta, veniamo destabilizzati. L’entusiasmo, la forza, l’energia con cui ci rispondono ci sorprende sempre. E i timidi, gli incerti, siamo sempre noi.

Ed ecco la storia di un filo, di un telaio, di una donna, di tante donne. Le donne della terra di Amatrice e dintorni.

Ci fa sorridere quando ci dice che le piace tantissimo che tutti immaginino lei, la “tessitrice di Campotosto”, come una vecchia anziana e rugosa signora col fazzoletto nero in testa.

Assunta ha 48 anni e idee precise in testa anziché un fazzoletto nero.

 “La Fonte della tessitura”, inizia a raccontare, “nasce nel 2000, quando trovo nella cantina di casa l’antico telaio di mia nonna. Decido di tirarlo fuori, di rimetterlo in funzione. Mia nonna era morta già da molti anni e così chiesi aiuto alle donne anziane del paese. Loro, però, non ne volevano neanche parlare”.

“Perché per gli anziani, chi ha studiato, chi ha scelto l’università e gli studi”, continua Assunta, “non dovrebbe dedicarsi a questo, non dovrebbe spendere le proprie energie e il proprio tempo a riportare alla luce “memorie”, ricordi che riconducono a periodi bui, di freddo e di miseria”.

“Ma se loro erano montanare, lo ero anche io. E sono riuscita a convincerle.”

Così Assunta ha abbandonato la sua attività per dedicarsi al suo progetto: l’antica tessitura e la produzione tessile con fibre naturali, vegetali e animali, come si faceva in passato.

In effetti, lei col passato ha un legame speciale. E’ una archeologa. Già laureata e impegnata con il primo lavoro, abbandona però gli scavi archeologici presso Fossa (la Necropoli, ndr), per fidanzarsi (usa proprio questo verbo, ndr) con la tessitura a mano di questo posto.

“Da queste nonne di paese ho appreso, oltre all’arte di preparare una tela, anche quella che riguarda le filiere del lino e della lana. Il lino lo coltiviamo, lo trasformiamo e lo tessiamo. La lana, oltre a essere filata, viene colorata e poi tessuta. Sono diventata un’artigiana con una mia propria bottega”.

Ma Assunta non è solo una artigiana cocciuta. E’ anche vice Presidente della Casa delle Donne, di cui sappiamo poco, quasi nulla.

“La Casa nasce a dicembre 2016 e io ci sono capitata per caso”, ci spiega.

“Quando Amatrice è crollata per noi è crollato tutto. Amatrice è sempre stata per noi il punto di riferimento più vicino: le scuole dei nostri bambini, il lavoro, il tempo libero, le attività commerciali e imprenditoriali in genere. Perfino le nostre nonne si facevano tessere a mano le coperte di Amatrice. Con il sisma è crollata una parte della nostra storia.”.

“Quando è avvenuto il terremoto”, prosegue, “mi sono precipitata per cercare di capire come poter essere di aiuto. Non so dire come sono arrivata a essere vice Presidente, ma mi trovo dentro a progetti bellissimi e siamo determinate a realizzarli tutti”.

Ci crediamo. Sul sito della Casa delle Donne c’è la frase che le identifica: “Fortuna è quando l’opportunità incontra la conoscenza”.

La bottega di Assunta è situata a ridosso della zona rossa. E’ possibile arrivarvi solo da una strada secondaria e questo ha penalizzato pesantemente l’attività. Il suo desiderio è di tornare prima possibile ad avere una visibilità. Grazie all’aiuto di tante persone Assunta ha acquistato una casetta di legno con cui spera di poter riaprire di nuovo la sua bottega proprio in un punto centrale. E ricominciare tutto quello che aveva pazientemente costruito prima del terremoto.

(Ph. Claudio dell'Osa e Enrico Diamanti).