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Innovazione

mercoledì 10 dicembre 2014

Coding in classe, 126 mila studenti italiani dicono sì

Coding in classe, 126 mila studenti italiani dicono sì

Al via l’Ora del Codice, iniziativa Miur-Cini per insegnare il linguaggio della programmazione agli studenti a partire dalle elementari. L’occasione è la Settimana dell’educazione all’informatica

Dal 23 settembre 2014 ben 101.241 studenti italiani hanno partecipato all’Ora del Codice e altri 126 mila stanno per farlo, in occasione della Settimana dell’educazione all’informatica che si concluderà il prossimo 14 dicembre. Parliamo del coding, o meglio dell’insegnamento del linguaggio della programmazione nelle scuole del nostro Paese. Dopo la Gran Bretagna, che a partire dall’anno scolastico in corso ha inserito la materia tra quelle obbligatorie a partire dalla scuola primaria, anche l’Italia si candida così tra i primi Paesi al mondo a sperimentare l’introduzione in classe della linguaggio informatico.

L’iniziativa di riferimento si chiama “Programma il Futuro” ed è gestita dal Ministero dell’Istruzione insieme al Cini, il Consorzio interuniversitario nazionale per l’informatica. Legata all’esperienza di successo di Code.org negli Stati Uniti – 40 milioni di studenti coinvolti in tutto il mondo – l’Ora del Codice ha come obiettivo quello di dedicare formalmente un’ora del normale orario scolastico per formare gli studenti ai concetti di base dell'informatica. La vera novità è che l’iniziativa si rivolge soprattutto agli studenti più giovani, cioè gli alunni della scuola primaria: l’obiettivo è quello di raggiungere il 25% delle elementari in Italia entro il 2017.

Durante la settimana dall’8 al 14 dicembre 2014 le scuole che hanno aderito all’Ora del Codice faranno quindi svolgere agli studenti un’ora di lezione sul pensiero computazionale. Successivamente, nel corso dell’anno scolastico, il programma si sdoppia in due iniziative: un corso introduttivo e uno avanzato, da 10 o 20 lezioni.

Hanno detto sì 8.900 classi e 3.900 maestri e professori, ben il 47% sono della scuola elementare. Non è necessario che la scuola abbia un collegamento a Internet, ma solo che un insegnante designato dal consiglio di classe si registri al sito di Programma il Futuro come referente. Oltre ai docenti e agli studenti – questi ultimi possono partecipare anche da soli – le attività del progetto sono rivolte a genitori e cittadini privati che vogliono mettersi alla prova con il linguaggio computazionale. Sono infatti disponibili online sia le lezioni che veri e propri videogame da programmare.