menu di scelta rapida

torna al menu di scelta rapida

Storie

lunedì 16 ottobre 2017

Emidio riapre il Tigre: “Servono nuove idee per rinascere”

Emidio riapre il Tigre: “Servono nuove idee per rinascere”

 

Siamo a metà ottobre. Stamattina ad Amatrice c’è il sole, sebbene qui il freddo sia già arrivato. Lo testimoniano le cataste di legna davanti a case e capannoni agricoli.

È giovedì ma sulla strada per San Cipriano è un giorno di festa, un’altra giornata da circoletto rosso. Le signore sfoderano il miglior tailleur. C’è entusiasmo e curiosità per il Tigre, il secondo supermercato che riapre ad Amatrice dopo il terremoto. Il punto vendita accoglie chi entra nel centro commerciale “Il Corso”, quello che prima si chiamava Cotral. Come il suo gemello “Il Triangolo”, il nuovo centro ideato dalla Regione Lazio ha lo scopo di far incontrare le persone, di creare aggregazione e socializzare.

Anche qui c’è voglia di ricominciare ma soprattutto bisogno di normalità. Al centro del banco della frutta campeggia tra i cartelli dei prezzi il disegno di Filippo, un bambino che a modo suo, semplicemente, ha esorcizzato la paura del terremoto rimettendo in pieni il supermercato, dando il suo bentornato ai “tigrotti”. E loro, i tigrotti, ci sono tutti. C’è anche Carmine, esperto di allestimenti, venuto da Teramo per dare una mano “agli amici di Amatrice” nel giorno della riapertura.

“Sono emozionato, aggiunge Carmine, è un giorno speciale. Anche per me che vengo da fuori, sento un clima veramente familiare. Sono veramente orgoglioso perché è stato fatto un gran bel lavoro di squadra per riaprire”.

Incontriamo Emidio Chiappini, classe ’56, una vita trascorsa dietro il banco salumeria. È lui il titolare del supermercato, insieme ad altri 4 soci e a 3 dipendenti. “Prima del sisma eravamo 5 soci, avevamo 300 metri quadrati di negozio e il magazzino. Oggi ci siamo ristretti a 230 metri quadrati per tutto, ma era ora di ripartire. La gente lo vuole”.

Mentre parla con noi, tanta gente lo interrompe per abbracciarlo, per fare gli auguri all’intera squadra. Perché Amatrice ne ha bisogno. Lui ne è cosciente, sorride ma senza entusiasmarsi più di tanto.

“Il futuro ci dirà se abbiamo fatto la scelta giusta. Certo il terremoto è stato un colpo feroce ma la crisi qui viene da lontano; dagli anni ’90, quando si è interrotto il flusso di turismo di ritorno che contraddistingueva Amatrice, e questo vale per tutti i centri rurali. E poi oggi un mese di ferie non se lo può permettere quasi più nessuno”.

Emidio la notte del 24 agosto ha perso il supermercato che aveva da 18 anni. La struttura ha retto ma non abbastanza da essere dichiarata agibile, e soprattutto ha dovuto lasciare la casa, da poco ristrutturata con un cospicuo investimento. Ma lui, Emidio, pur essendo realista crede nella ripresa.

“Si, penso che questo sia il momento adatto per fare qualcosa di buono ma non dobbiamo perdere tempo. Il mondo ci guarda, per questo l’intera comunità deve attivarsi proponendo attività produttive e imprese di turismo all’altezza per richiamare visitatori e acquirenti. Abbiamo la natura, i prodotti tipici, la storia. Secondo me si deve puntare su questo per rinascere. Diamoci da fare…”

Da buon padre di famiglia, Emidio parla dei suoi collaboratori come amici e non semplici dipendenti. “Hanno tutti famiglia e figli, faremo di tutto per tenerli. Io ho 60 anni ma non ho intenzione di mollare”.

Prima di salutarci indossa il suo grembiule da lavoro ma poi torna indietro sorridendo. “Questo l’ho salvato dal vecchio supermercato. Oggi lo indosso per la prima volta dal 24 agosto 2016”.