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Europa e Società

venerdì 24 ottobre 2014

Guardare tv e film su Internet: il futuro dell’audiovisivo in Europa

Guardare tv e film su Internet: il futuro dell’audiovisivo in Europa

I dati presentatati al Festival internazionale del film di Roma: aumenta il peso degli operatori TLC, in Italia il Lazio e la Lombardia hanno la maggiore concentrazione di imprese

In Italia l’industria del cinema e della televisione dà lavoro più di 13 mila aziende, che nel 2013 hanno vissuto un’annata di eccezionale ripresa. Non solo grazie al premio Oscar per miglior film straniero, vinto dalla pellicola italiana “La grande bellezza” di Paolo Sorrentino, ma anche per il record assoluto fissato nelle sale del nostro Paese da un film 100% made in Italy: “Sole a catinelle” di Checco Zalone, che ha portato al cinema 8 milioni di persone in meno di tre mesi guadagnando un incasso di 51,83 milioni di euro.

Il mercato audiovisivo italiano ed europeo è stato al centro della Conferenza internazionale “Audiovisual market and regulation: an industry at a crossroads”, organizzata dal Ministero dei Beni culturali insieme alla Presidenza italiana del Consiglio dell’Ue nell’ambito del Festival internazionale del film di Roma. Tra i focus del dibattito, a cui hanno partecipato speaker e operatori di 25 Paesi diversi, la tecnologia e in particolare l’impatto della digitalizzazione sull’industria audiovisiva, il rapporto tra Europa e Stati Uniti in termini di market share e produzioni.

In Europa aumenta il Peso degli operatori online

Secondo i dati dell’ultimo report dell’Obs, l’Osservatorio europeo sull’audiovisivo, tra il 2009 e il 2013 la quota europea sul mercato globale si è ridotta di quasi il 5% (dal 17,1% al 12,5%), mentre i gruppi nati negli Usa sono cresciuti dal 57,7% al 66,4%. L’espansione oltreoceano ha riguardato soprattutto gli operatori su Internet, in particolare i 4 maggiori player e cioè Amazon, Apple, Netflix e Youtube. Il peso dei gruppi stranieri è evidente anche osservando i palinsesti: secondo un report dell’Osservatorio europeo dell’audiovisivo appena l’8,2% della programmazione negli Usa riguarda prodotti europei, mentre ben il 52% di quello che vediamo nelle nostre tv è prodotto negli Stati Uniti.

Quello del cinema e della tv è anche tra i settori che più hanno risentito del progresso tecnologico: l’uso di tablet e smartphone per girare, distribuire o anche semplicemente guardare contenuti video ha modificato sensibilmente la fisionomia del settore, rafforzando il ruolo degli operatori di telecomunicazioni a svantaggio di quelli della pay-TV.

Il nuovo contesto ha prodotto effetti anche in termini di fatturato. Si calcola che negli ultimi anni in Europa i ricavi delle emittenti di servizio pubblico sono calati di circa un miliardo di euro, da 33,4 miliardi nel 2009 a 32,6 nel 2012. Una perdita consistente, se si pensa che tasse di licenza, finanziamenti pubblici e contributi rappresentano circa tre quarti dei ricavi per questi soggetti, mentre quelli commerciali (ad esempio la pubblicità) contano solo per il 21%.

L’audiovisivo nel Lazio: 850 mila euro dalla Regione

Il settore televisivo cinematografico in Italia ha un valore aggiunto di circa 8 miliardi di euro. Più della metà si deve alle imprese di due regioni: Lombardia e Lazio, dove il tasso di concentrazione di aziende attive è più elevato anche in rapporto alla popolazione (dati dalla Fondazione Rosselli per Cinecittà Luce). La regione della Capitale produce un valore aggiunto in audiovisivo di 2,8 miliardi di euro ogni anno e dà lavoro a circa 15 mila addetti.

Per tutelare questo patrimonio culturale ed economico, nel 2014 la Regione Lazio ha stanziato un finanziamento di 850 mila euro. Dei fondi hanno beneficiato 76 imprese su oltre 150 che avevano presentato domanda, che realizzeranno progetti per le scuole, festival di cortometraggi, racconti giornalistici e archivi cinematografici.

L’iniziativa fa parte di Lazio Creativo, il piano della Regione che prevede uno stanziamento di 4,5 milioni di euro per il triennio 2014-2016 nei settori arti e beni culturali, architettura e design, spettacolo dal vivo e musica, audiovisivo, editoria.