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Storie

martedì 7 novembre 2017

La Conca torna a splendere. Riapre il ristorante di Elisabetta

La Conca torna a splendere. Riapre il ristorante di Elisabetta

 

Entrando ad Amatrice dalla strada regionale 260, l’automobilista è obbligato a svoltare a destra sulla 577 del Lago di Campotosto, lasciandosi alle spalle la zona rossa di Corso Umberto I. Proseguendo verso la frazione di San Cipriano, si incontrano i nuovi centri commerciali creati dalla Regione Lazio. Il Corso con il supermercato Tigre e, a breve distanza, il Simply sulla destra e a sinistra il centro commerciale Triangolo.

Proseguendo poco oltre, ecco sulla sinistra la strada che conduce alla nuova Area Food. Un nome che forse non rende merito alla tradizione, al gusto, alla bontà che fanno la storia e la fama di Amatrice. 8 ristoranti storici della cittadina, resi inagibili dal terremoto, hanno potuto riaprire al pubblico a un anno dal sisma del 24 agosto 2016.

In uno spazio suggestivo e accogliente – grazie alle donazioni raccolte da RCS e La7 e con le risorse del Comune di Amatrice e il sostegno della Regione Lazio – si apre un’ampia piazza su cui si affacciano alcuni dei locali più rinomati della tradizione culinaria amatriciana. Al centro, un'installazione circolare costituita da 350 colonne in legno che rappresentano un bosco artificiale. Intorno, i monti della Laga, il verde, la bellezza rilassante del paesaggio.

È qui che è rinato anche il ristorante “La Conca”, dove incontriamo Elisabetta Perilli.

Ci accoglie con la sua delicata cortesia. È il primo pomeriggio, in cucina si respira un meritato momento di relax. Su uno dei tavoli, una conca, forse il simbolo del locale.

“Una delle poche cose che siamo riusciti a salvare dalle macerie”.

Elisabetta, 44 anni e un sorriso gentile, racconta con un velo di malinconia ma trasmette serenità. “Il ristorante fu aperto nel 1967 e l’anno successivo i miei ebbero l’onore di avere come ospite Adriano Celentano, che portò al nostro locale una grande notorietà, un successo favoloso; per l’epoca il ristorante era addirittura innovativo perché fu progettato da un architetto con la cucina a vista. Ogni domenica c’era un matrimonio…”

Dopo pochi istanti arriva il papà, che inaugurò il locale, cinquant’anni fa. Faceva il cuoco a Roma e portò nel locale tutta la sua esperienza e l’entusiasmo. Ma a differenza della figlia, per lui il dopo terremoto è fonte di stizza e disappunto. Perché c’è chi, come lui, che ha perso affetti, casa, ristorante, azienda agricola e sta facendo sacrifici enormi per rimettere insieme i cocci e ripartire. E chi non aveva nulla ma oggi pensa di fare il furbo, sfruttando la comune tragedia per interesse personale.

Elisabetta, con calma, ci spiega. “A Colli, una frazione di Amatrice, abbiamo un’azienda agricola in cui alleviamo puledri e vitelli. Anche lì abbiamo subito danni enormi che, sommati alla perdita della casa e del locale storico, ci hanno messo in grave difficoltà. Anche la mia automobile, appena comprata, è andata perduta sotto le macerie. È tutto finito in un attimo. Ma siamo vivi, per fortuna. Ed eccoci qui…”

Già, eccoci nella sua Conca. Eccoci nuovamente a parlare di futuro. Elisabetta guarda avanti. Anche il nuovo locale nell’area del gusto è a vista, una finestra aperta sui monti della Laga.

“Quando sei qui non ti sembra di essere terremotato. Il posto è splendido, immerso nel verde. Abbiamo riaperto il 19 agosto e ci mancava quasi tutto. Un amico ristoratore di Anguillara ci ha mandato tavoli e sedie per farci iniziare a lavorare. Gli amici sono stati e saranno importanti per noi”.

Il suo non è solo quello che per convenzione si definisce ottimismo; Elisabetta ha idee chiare sul futuro. Il padre ha creato impresa e lavoro, lei vuole portarlo avanti con intraprendenza e fiducia. Il terremoto è il passato, ora si lavora giorno per giorno.

“Il sabato e la domenica è sempre esaurito – aggiunge. Semmai il problema è legato alle prenotazioni perché la linea telefonica ancora non funziona bene. Attualmente ci aiuta la pagina facebook, nel frattempo stanno montando la fibra. Ma questi sono dettagli, dai”

Gli inconvenienti si risolvono giorno per giorno, Elisabetta ne è convinta e guarda avanti.

“Non ci lamentiamo, viene tanta gente, tanti clienti. Quel che servirà in prospettiva senz’altro è un sistema di strutture per l’accoglienza, perché dobbiamo indurre turisti e visitatori a rimanere qualche giorno in più”.

Qualche giorno fa sono arrivate le nuove divise.

E alla Conca sono tornati anche i vip. “Amatrice non molla!”