menu di scelta rapida

torna al menu di scelta rapida

Storie

lunedì 23 ottobre 2017

Marisa e Luana riaprono: ad Amatrice tornano gli gnocchi ricci

Marisa e Luana riaprono: ad Amatrice tornano gli gnocchi ricci

 

Ogni nuovo inizio reca con sé ricordi e speranze, timori ed entusiasmo. Per Marisa, come per tutti i suoi concittadini, la memoria ha un giorno e un’ora indelebilmente stampati nel cuore e nella mente.

Era andata a letto esausta, a notte inoltrata, dopo la Festa dei Borghi. Si è addormentata subito e il terremoto non lo ha neanche sentito.

Anche oggi è una festa, la festa del suo negozio che riapre i battenti al piano terra del Centro commerciale Il Triangolo di Amatrice, proprio davanti alla banca.

LEM, Pasta all'Uovo di Marisa Di Marco e Luana Pica, torna finalmente a produrre pasta fresca.

L’attività di Marisa esisteva da 32 anni, sorgeva in pieno centro, lungo il viale principale di Amatrice. Famoso per gli gnocchi ricci, per cui ha ottenuto anche il marchio De.Co., il negozio è un’impresa tutta al femminile, acquistato da Marisa e altre due amiche.

Parliamo al passato perché quel negozio non c’è più.

È crollato, così come l’abitazione privata di Marisa, a Palazzo Orsini.

“Si lavorava parecchio, perché Amatrice era cresciuta molto. La città era conosciuta e i turisti erano tantissimi”.

Poi il buio. Una storia in bilico tra dramma e miracolo. Marisa si risveglia sotto le macerie. È ferita e atterrita ma ha la forza di gridare aiuto. A sentirla sarà il suo vicino di casa: lui, che sotto le macerie ha perduto la consorte e il giovane figlio, riesce a tirarla fuori.

Ci teniamo a spiegare che le nostre storie non sono racconti emotivi strappalacrime ma testimonianze di imprenditori coraggiosi, provati più di altri da un evento tragico e imprevedibile.

Mandiamo giù quel nodo che sta salendo, che vorrebbe prorompere. Cerchiamo di concentrarci sulla giornata di oggi, che riconsegna a Marisa il suo lavoro, il suo laboratorio, il negozio di pasta all’uovo dove i clienti potranno finalmente riapprezzare i famosi gnocchi ricci.

“Ho voluto a tutti i costi una finestra ampia nel retro”, ci dice Marisa come prima cosa. “All’inizio non era prevista, ma io non sarei potuta stare qui così. Quando si ricostruisce, bisogna anche capire per chi si ricostruisce”.

Non c’è bisogno di spiegare. Continuiamo a parlare con Marisa in un susseguirsi continuo di interruzioni. Sono i clienti che entrano in negozio, gli amici, semplici conoscenti che sorridono, si complimentano, fanno acquisti. Che sia di nuovo festa, è un fatto. Voglia di ricostruzione, di dimenticare, di ricominciare. A rallentare l’entusiasmo sono spesso le procedure lunghe, faticose. Marisa ci racconta una difficoltà al limite della tolleranza. Ha bisogno di parlare di questa fatica, che si aggiunge al dolore per aver perso tutto.

“E’ stato difficilissimo stare dietro a preventivi, mail, telefonate. Durissima per chi è provato, psicologicamente e fisicamente. Io, dopo il terremoto, avevo raggiunto i miei a Configno. Dormivamo fuori, in una casetta senza bagno. Ero anche ferita... È stata una prova dura, a volte avrei voluto lasciar perdere”.

Ma Marisa oggi è di nuovo alle prese con la sua attività. E adesso questo conta.

Come tutti gli inizi importanti, ha provato la tensione tipica di una “prima”.

“Ieri stavo malissimo, non volevo aprire, non volevo cimentarmi con i nuovi macchinari, nuovi costi, nuovo ambiente. Avevo paura di non farcela. Ma oggi no. Oggi mi sento bene”, ci confessa sorridendo.

Difficile anche per noi trattenere la commozione.

Lo ripetiamo: non stiamo scrivendo una pagina del Libro Cuore. Stiamo parlando di persone vere, in carne e ossa, che hanno perso tutto e stanno cercando di tornare alla vita e al lavoro. Abbiamo avviato questo percorso e più proseguiamo nelle nostre storie più crescono le motivazioni che ci incoraggiano a farlo.

Storie per mantenere alta l’attenzione su Amatrice, sugli splendidi luoghi colpiti dal terremoto e i loro abitanti, per conservarne la memoria e le abitudini, per promuoverne tradizioni, innovazione e turismo.

Per essere presenti, in poche parole, con tutti i mezzi possibili.

“Lasciatevi coccolare”, le diciamo.

“Abbiamo patito prima e dopo”, risponde Marisa. “Ne abbiamo bisogno.”