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Territorio

martedì 17 dicembre 2013

Rieti, la crescita passa per le imprese: semplificazione e accesso al credito

Rieti, la crescita passa per le imprese: semplificazione e accesso al credito

Continua il viaggio del presidente Nicola Zingaretti nelle province del Lazio per illustrare a imprenditori ed enti locali le occasioni offerte dall’amministrazione regionale in materia di sostegno al rilancio e allo sviluppo delle attività economiche, attraverso la rimodulazione dei fondi europei del POR FESR 2007-2013 rimasti inutilizzati. Anche a Rieti si è parlato di crescita, accesso al credito e green economy come dei settori su cui insistere per uscire dalla crisi.

Relazioni più strette con la pubblica amministrazione, semplificazione burocratica e accesso al credito. Sono alcuni degli ingredienti necessari alla provincia di Rieti per dare nuovo slancio alla crescita delle proprie imprese. E non solo. Per risolvere i problemi economici di questo territorio, i cui indicatori sono al di sotto della media nazionale e regionale, è necessario tutelare le start-up e le aziende già attive e puntare sulle possibilità offerte dalla green economy, sfruttando i 235 milioni messi a disposizione dall’amministrazione regionale che ha rimodulato i fondi non spesi del POR FESR 2007-2013.

Rieti è purtroppo ancora indietro rispetto alle altre province del Lazio per quel che riguarda le infrastrutture. Vanno potenziate ferrovie, scuole e ospedali, senza parlare della banda larga, volano per incrementare la competitività del territorio a livello nazionale e internazionale.

Guardare al futuro vuol dire anche rafforzare le reti di impresa e superare l’idea di distretto, nel territorio reatino ma non solo. Tra gli obiettivi della provincia anche quello di rilanciare il settore manifatturiero, intervenendo sui temi del lavoro e dello spopolamento per dare la possibilità ai giovani di restare nella loro terra e di migliorarla. La ripresa dell’intero Paese passa per il rilancio delle comunità locali: in questa ottica è necessario superare il “romacentrismo” e incentivare l’innovazione e la ricerca dei piccoli centri.