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Storie

lunedì 18 settembre 2017

Sonia: grazie alla famiglia, la nostra azienda vive

Sonia: grazie alla famiglia, la nostra azienda vive

 

Quando la chiamiamo, avvertiamo una certa circospezione. La donna dall’altro capo del telefono ci rivolge diverse domande, sembra quasi un poliziotto. Ma poi capiamo: Sonia Santarelli, oltre che imprenditrice è anche avvocato.

“Lo sono per passione”, esclama decisa. “Ho voluto studiare legge per contrastare le tante ingiustizie che il mondo agricolo ha subito. Sin da piccola, sono cresciuta con questo senso di rivendicazione. E’ per questo che sono avvocato”.

Sonia possiede una azienda agro-zootecnica e agrituristica a Torrita, frazione di Amatrice. Fondata negli anni ‘60 dai genitori, nel 1996 è stata rilevata dalle tre figlie.

“E’ come avere il mal d’Africa. La terra ha un richiamo fortissimo. Io ho studiato a Roma ma non mi sono mai allontanata a lungo da qui”.

48 anni, lucida e ferma, Sonia sostiene che fare agricoltura non equivale solo a “zappare” la terra ma significa anche progettualità. “E io credo profondamente nei progetti e nelle potenzialità del mio territorio”.

Le chiediamo di quel giorno, di quella notte del 24 agosto.

“Quella notte – racconta – non è stato il punto zero”.

In paese sono rimaste in piedi solo 5 case: una era la sua. Potevano farcela, Sonia e la sua famiglia. La casa che ospitava agriturismo e stalla, anche se lesionata, si era salvata. E così, di comune accordo, la famiglia ha deciso di continuare l’attività zootecnica, pur tra innumerevoli difficoltà.

Ma il terremoto, ad Amatrice, ancora non aveva esaurito la sua energia distruttiva.

30 ottobre, ore 7.44. “Papà aveva appena finito di mungere. Alla prima scossa ha avuto la prontezza di liberare tutte gli animali. Subito dopo, la seconda scossa. Solo qualche secondo e la stalla è venuta giù con tutti gli impianti. Non lo dimenticherò mai”.

Quello, per la famiglia Santarelli, è stato lo zero assoluto. Tutto era crollato ma il lavoro doveva andare avanti. Gli animali, inconsapevoli, aspettavano di essere munti come tutti i giorni. Altrimenti si sarebbero ammalati.

“La mattina dopo ci siamo subito attivati. Trovammo una mungitrice singola a carrello ma sfortunatamente non avevamo l’elettricità”.

Senza perdersi d’animo, insieme al cognato Sonia bussa alle porte di altre aziende nei dintorni. Riescono a trovare un generatore di corrente a motore, che attaccano al trattore.

Ma ancora manca l’acqua calda, indispensabile per il funzionamento degli impianti.

A risolvere il problema, stavolta, ci pensa la cinquantaseienne sorella maggiore, con una idea tanto semplice quanto risolutiva. Un’idea contadina: un focolare e un grande caldaio. E così arriva anche l’acqua calda necessaria per completare la mungitura.

Quando la famiglia fa quadrato, e ognuno contribuisce per l’obiettivo comune, tutto può funzionare di nuovo.

“In tutta questa storia, commenta Sonia, la cosa che ha fatto veramente la differenza è stata proprio la famiglia. Famiglia nel suo concetto più ampio, allargato ed inclusivo. Genitori, sorelle, fratelli, cognati, zii, nipoti”.

“Mi sembra ieri”, prosegue Sonia. “È stato un momento fortissimo. Non avevamo tempo per disperarci ma, se non fossimo stati uniti, avremmo perso proprio tutto. Avviene così in tutte le situazioni di grande intensità, o ti compatti o ti disperdi. La ricostruzione sarà lunga ma noi ci siamo, insieme, intorno a un focolare che accoglie e raccoglie”.

Dopo l’emergenza, Sonia si è impegnata socialmente e insieme ad altri concittadini e colleghi ha costituito un comitato civico, fondato associazioni, elaborato progetti.

“Quello che ancora manca qui è la prospettiva”, afferma senza tanti giri di parole, “per questo dobbiamo nutrirci di progetti, è l’unica strada per uscire da questa situazione”.

In questo, la Santarelli ha speso parole di ammirazione e gratitudine per quanto fatto dalla Regione Lazio, soprattutto nella persona di Carlo Hausmann, l’Assessore all’Agricoltura.

E di progetti, Sonia ne ha, almeno due: una stalla vera, per proteggere gli animali e far risorgere l’azienda, e la realizzazione di “De.Co.”, un marchio rilasciato dal Comune che identifica i prodotti del territorio di Amatrice.

“Questo marchio rappresenta una rinascita importantissima, è un’occasione da non mancare”. E a breve sarà anche allestito un mercato sulla Salaria dove i prodotti potranno essere venduti al dettaglio.

“Ma ho anche un terzo desiderio…” conclude Sonia sorridendo.

“Un grande amore”.

Del resto, è sempre una questione di cuore.