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Innovazione

venerdì 14 marzo 2014

Web Fiction. Intervista a Lucia Mascino, protagonista di 'Una mamma imperfetta'

Web Fiction. Intervista a Lucia Mascino, protagonista di 'Una mamma imperfetta'

“Un’altra fiction per il web? Lo rifarei sicuramente, è stata una bellissima occasione”. È l’entusiasmo il primo sentimento di Lucia Mascino quando parla della sua esperienza a Una mamma imperfetta. La web serie, firmata da Ivan Cotroneo e andata online sulla home page del Corriere.it – poi anche su Rai Due –, in due stagioni e 50 mini-puntate da 8 minuti ha raccontato la vita quotidiana di Chiara, una donna ma anche una moglie, una madre e una professionista alle prese con piccoli grandi problemi di ogni giorno. Prima di calarsi nei panni di una mamma “imperfetta” Lucia Mascino ha lavorato al cinema e al teatro: “E’ stata una scommessa a cui tutto il cast ha partecipato con un entusiasmo quasi infantile, anche se in partenza avevamo la garanzia di qualità di grandi nomi: da Cotroneo a RCS, Indigo Film e Rai Fiction che hanno prodotto la serie”.

Lucia, qual è stata la tua reazione quando ti hanno chiesto di recitare come protagonista di una web fiction?
Sono stata onorata e sorpresa di essere chiamata a fare il provino con Ivan Cotroneo per fare la protagonista di una serie prodotta dalla Indigo Film con Rai Fiction.  Avevo comunque già avuto una piccola esperienza con una puntata pilota per una serie online prodotta da Magnolia. In generale, come faccio sempre, se il copione mi sembra valido accetto la sfida volentieri.

Sei un’attrice di teatro e di cinema. Come ti sei preparata per interpretare un personaggio sul web?
Sono una che studia e si prepara molto. Tuttavia i tempi di una serie web sono diversi da quelli di un film, forse questa è una delle differenze principali tra cinema e web. Per Una mamma imperfetta abbiamo girato 400 scene in un mese. Questa esigenza ha fatto sì che il personaggio di Chiara fosse costruito in corsa e che alla fine prendesse molti aspetti del mio carattere, come se mi fossi messa io in quella situazione. Il poco tempo a disposizione è stato comunque bilanciato da una scrittura scoppiettante, solida e fantastica.

Cosa ha funzionato, secondo te, della sceneggiatura proposta da Ivan Cotroneo?
Tantissimi aspetti: il tema, un eroe comune in cui tutti posso identificarsi, mamma o papà che siano. Il fatto che la protagonista abbia un pubblico trasversale: non è il lavoro a identificare, ma il fatto di essere genitore. Poi il format, la struttura da “racconto”, la durata, le storie, i personaggi, la delicatezza e la comicità, la possibilità dell’identificazione. Condivido anche la scelta di attori meno conosciuti. Il risultato è stato quello di un prodotto al limite tra realtà e finzione, su un tema molto comune. Chiara, la sua famiglia e tutti i protagonisti di Una mamma imperfetta sembrano davvero persone della porta accanto. Questo, unito a un alto livello di qualità e comicità grazie alla scrittura di Ivan, ha reso la fiction un prodotto vincente.

Cosa ne pensi delle potenzialità di una web fiction rispetto a una tradizionale per la televisione?
Internet ha e dà un potenziale enorme, consente di azzerare le distanze sia geografiche che umane e generazionali. Ad esempio ho dei parenti in Patagonia che hanno seguito in tempo reale le varie puntate, cosa altrimenti impossibile. La risposta del pubblico poi è stata immediata e sorprendente, ho conosciuto signore anche non più giovanissime che ci seguivano su tablet. È stata una bellissima scoperta, per certi versi uno stravolgimento.

In che senso?
Andare online non è la stessa cosa che andare in onda. Abbiamo dovuto trasformare completamente il linguaggio anche nella comunicazione con il pubblico. Una mamma imperfetta non aveva orari precisi, come in un palinsesto tv, la nuova puntata veniva pubblicata nella home page del Corriere.it, fra l’altro accanto a notizie serie e spesso anche drammatiche.

Dopo la seconda serie Una mamma imperfetta è passata su Rai Due e addirittura a Natale dell’anno scorso è uscito un film per il cinema. Dunque il web non esclude gli altri mezzi?
Direi di no. Nel nostro caso è stato fondamentale lo spessore delle persone che hanno lavorato alla serie: dalla sceneggiatura, alle musiche, al montaggio. Anche la fotografia di Luca (Bigazzi, ndr) ha giocato un ruolo importantissimo, la qualità dell’immagine era così elevata che non è stato difficile passare al grande schermo.